Domenico Buzzetti. video + visual arts
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Chiara Canali
sense of place


Domenico Buzzetti e Michela Pozzi che fondono le proprie poetiche intervenendo contemporaneamente con gestualità e ritualità diverse negli stessi paesaggi naturali. Luoghi antropici come una diga, una cava e un ripetitore telefonico costituiscono le sublimi scenografie all’interno delle quali si mimetizzano le azioni solitarie dei protagonisti, nell’intento di renderle abitabili, vivibili e ospitali. L’antropizzazione e l’interiorizzazione dei luoghi per Michela partono da azioni domestiche come dormire, leggere e stendere i panni, mentre per Domenico sottintendono il ritrovare quella concentrazione e quel raccoglimento propri della creazione artistica e musicale. [..]

dal catalogo “Natura e Artificio”
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Davide Quadrio
Where is your brother?


[..] Un lavoro fortemente poetico e simbolico che si specchia, in un certo senso, nelle opere proposte da Domenico Buzzetti. Qui torna in campo, ma in direzione opposta, il rapporto tra l'uomo ed il suo territorio, tra l'uomo e la natura di ciò che lo circonda. Se Wulia parte dalla carta per parlarci dell'india Buzzetti parte da se stesso per parlarci dell'umanità. Intime e sognanti le opere di Buzzetti ci trasportano in una dimensione di calma apparente in cui solo l'identificazione del tema, il decifrare i simboli, creano lo shock emotivo necessario a scatenare la riflessione. I toni patinati i colori freddi e l'estetica dolcemente retrò di alcune immagini sono quindi il passaggio obbligato per la lettura del messaggio. [..]

dal testo critico di “Where is your brother?”
doppia personale di Domenico Buzzetti / Giovanni Gaggia
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Francesco Sala
Where is your brother?


[..] Non abbandona del tutto le architetture catacombali e i riferimenti iconografici alle atmosfere gotiche, con superfetazioni di facile impatto empatico: orchestrandole però, e ammaestrandole, nel racconto di una natura genuinamente arcadica, unico ed ultimo spazio libero dal disfacimento indotto dalla società. Uno spazio in realtà sotto assedio, messo in pericolo dalla debolezza propria dell’uomo: cieco e sordo quando si tratta di riconoscere la sua stessa voce, dettata da una carne e da un sangue che battono lo stesso ritmo della terra, in una sintonia disturbata dalle alte frequenze di un tempo che ha effetti abrasivi sulla memoria. [..]

dal testo critico di “Where is your brother?”
doppia personale di Domenico Buzzetti / Giovanni Gaggia
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Visual Immersion 2011
promo video


Stefano Verri
Tintin Wulia / Domenico Buzzetti
recensione Exibart


[..] Domenico Buzzetti risponde ai lavori di Gaggia usando fotografia e video in maniera consequenziale, creando attraverso l’uso di questi media situazioni che vanno da immaginari gotico romantici a momenti e sguardi intimisti e un poco vouyeristi. La Natura qui diventa luogo dell’anima turbata, quasi da spirito dell’aldilà che osservandola e’ turbato dalla presenza moderna umana, violenta e incomprensibile. Lo sguardo sul mondo della sua Valtellina, rannicchiato in paesaggi rocciosi, è la metafora di un’inadeguatezza antropologica. Domenico è l’Uomo contemporaneo perso che non arriva più a leggere la realtà che lo circonda e che, silente, e’ spettatore di un collasso incipiente. [..]

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Viviana Siviero
Così lontani, così vicini


[..] Domenico Buzzetti e Tintin Wulia, tentano un intreccio di amorosi sensi, dando vita ad una riflessione che pone l'uomo al centro, rivelando l'influenza che ogni essere umano ha sulla terra, sul mondo in tutti i suoi aspetti, dall'ecologia alla geografia. Il punto di tangenza fra le due produzioni avviene - utilizzando la metafora - "al di fuori del quadro" esattamente dove le nuvole dovrebbero trovarsi, continuando il proprio esodo intrinseco ed inevitabile: la memoria, i desideri, i confini, sono tutti prolungamenti dell'uomo; il punto nodale però è inquadrabile nella riflessione che si può fare attorno ad essi e alla loro esistenza oggettiva seppure impalpabile. La loro natura multisfaccettata li rende simili a pietre preziose, capaci di deviare i raggi-conseguenze in miliardi di direzioni imprevedibili. [..]

dal testo critico di “E' necessario che le nuvole fuoriescano dalla cornice”
doppia personale di Domenico Buzzetti e Tintin Wulia

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Tintin Wulia, Domenico Buzzetti
È necessario che le nuvole fuoriescano dalla cornice





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Stefano Verri
La natura e le cose


[..] Domenico Buzzetti e Michela Pozzi, per la prima volta collaborano ad un progetto comune, e lo fanno fondendo le loro poetiche ed intervenendo sugli stessi luoghi. Un video che offre una lettura poetica e quasi onirica del paesaggio. La cava, la diga, i ripetitori telefonici sospesi tra luoghi dell’uomo e luoghi della natura diventano posti da abitare, da vivere, da interiorizzare. Così Michela porta degli oggetti che possano rendere domestico un posto inospitale, mentre Domenico assorto nella sua arte interiorizza il paesaggio attraverso la musica. [..]

dal catalogo “La natura e le cose”
Perfect Number
promo video


Nicla Cingolani
recensione “Perfect Number”


[..] Si arriva nello studio dove Domenico Buzzetti / Joy Coroner e’ impegnato nella performance sonora Little sister: take me to hell. L’atmosfera Lynchiana da “loggia nera” e’ sostenuta dalle opere sulle pareti Little sister: desire e Little sister: adieu in cui l’artista stesso e’ ritratto con una figura femminile senza volto davanti a un albero che evoca il sicomoro, portale per eccellenza. Il ritmo incalza, trascina e coinvolge nel dialogo interiore con l’artista e il suo doppelganger. Nella ipotetica Red Room si vive un tempo sospeso e metafisico. L’autore si muove a piedi nudi tra mezzi tecnologici abbinati ad un toy-piano che, solo con la sua presenza, sdrammatizza il tutto. [..]

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Renate Auzina
Little Sister: take me to hell


"Little Sister" nasce come un progetto di Joy Coroner a.k.a. Domenico Buzzetti, artista visivo, musicista e videomaker, con l'intenzione di dare forma alla sua attrazione verso l'oscurità, il mistero, i sogni e la morte attraverso fotografia e musica.
In “Little Sister: desire” e “Little Sister: adieu”, Buzzetti inventa i due personaggi: il personaggio maschile, interpretato dallo stesso Domenico, ed il personaggio femminile, senza i lineamenti del viso, come una simbolica rappresentanza del desiderio-dolore che secondo Schopenhauer "Solo liberandosi radicalmente di ogni desiderio, solo estirpando da sé la volontà l’uomo potrebbe superare l’infelicità che fa parte della sua natura". [..]

dal testo critico di “Perfect Number”, personale di Domenico Buzzetti / Joy Coroner
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Cristina Muccioli
Emozioni Morali


Internet è i mondi possibili, tutti insieme, ai nostri comandi. Non sfioriamo lanterne: premiamo i polpastrelli sui tasti, e i mondi appaiono. Buzzetti reagisce alla pervasione di immagini e segni mandandoli in dissolvenza, mischiandone ordine di appartenenza, categoria. Li combina in maniera originale, rompendo schemi e strutture, e crea un mondo ulteriore a quelli possibili offerti dal virtuale: il suo proprio. Tra il rumore indistinto e l’unica bolgia etica della nostra società, quella cui apparteniamo ogni volta che saliamo su un mezzo pubblico gremito, spicca cristallina e genuinamente nitida una piccola Maya desnuda. Non riesce a essere volgare mentre apparentemente si sveste in pubblico. Sorride, è al centro del mondo possibile dell’artista che l’ha cercata, selezionata, spostata, incastonata, copiata e incollata come l’unica traccia rimasta chiara da un sogno difficile da ricordare e da raccontare. [..]

dal catalogo “Emozioni Morali”
Giovanni Gaggia
Video, storie tra disturbo e memoria!!!


[..] L'opera “perceptionz” di Domenico Buzzetti chiude il mio breve e discontinuo viaggio nella video arte . Tra Disturbo e Memoria. L'opera analizza l'alterazione della percezione uditiva durante il sonno. Montagne / nuvole / lampioni / antenne televisive / corpi . Le immagini si susseguono velocemente a ritmo serrato per 4 minuti. La tecnica utilizzata come nel caso di Pucci è lo stop motion (o passo uno) che consiste nel fotografare un fotogramma alla volta. Buzzetti ha aperto la finestra della sua camera, ha posizionato la macchina fotografica collegandola al computer, ha scattato una fotografia ogni 10 secondi registrando costantemente e quasi ossessivamente il cambiamento del cielo lo spostamento delle nuvole il variare della luce, per un totale di 2300 immagini. Perceptions significa percezioni, la z sta a rimarcare l'altera- zione della percezione e l'assonanza con il sonoro composto da ronzii, quindi perceptionz con la p minuscola. [..]
Cristina Petrelli
Energie Vitali


L’antitesi alla base del pensiero nietzscheano, diventa spunto per Conscientia Tremens, l’intervento di Domenico Buzzetti [..] Alle pareti un’immagine bianca e una nera. Il taglio compositivo nega l’identità delle figure, privandole del volto, e le trasforma in elementi dalla forte valenza simbolica. [..]
Nel riferirsi al Cristianesimo, la riflessione si sofferma sulla religione in quanto categoria necessaria per razionalizzare l’esistenza. Un’esigenza attribuita da Nietzsche allo «spirito apollineo» che ha consentito all’uomo di generare dei modelli metafisici che dessero un senso alla vita. Il bene, il male, l’etica, non sono altro che costruzioni mentali che disciplinano, regolano e schematizzano la realtà. Criteri razionali che permettono di comprendere e giustificare l’esistenza, ma che non sono altro che illusioni. [..]

dal testo critico di “Ruber rubra rubrum... E’ come dire abracadabra”
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Roberta Ridolfi
ImmaginARIA ...Transiti ed approdi nella geografia dei sensi


Bellezza, terrore, amore, morte, luce, buio: sembrano essere le parole chiave che compongono il racconto per immagini coniato da Domenico Buzzetti. Sono gli eccessi che consumano, attimo per attimo, la materia fisiologia e l’intraprendenza intellettiva propria del senso della vita. L’artista ha strutturato immagini dall’estetica raffinata ma poi, le ha anche depauperate di una certa vitalità che, sovente, combatte per restare a galla nello sforzo disumano di piacere, proprio dell’espressione video. [..]
Domenico Buzzetti parla spesso di se, in senso anatomico, oltre che emotivo, proietta le paure che sente radicate nell’invisibile e silente inquietudine che lo accompagna, su altre paure che, però rientrano in un’ottica più universale e condivisa. [..]

dal testo critico di “ImmaginARIA ...Transiti ed approdi nella geografia dei sensi”, personale di Domenico Buzzetti
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Daniele Astrologo
Il viatico del viandante


Il filo conduttore del video di Domenico Buzzetti, Don't traveI with heavy luggage, è il senso del viaggio, letto come percorso di vita, sospeso tra i termini di una partenza e di un arrivo. Se l'inizio di questo cammino appare chiaro, l'immagine del protagonista che cammina risoluto lungo una strada di montagna lo conferma, non si sa tuttavia verso quale approdo e diretto. Alla fine del video, Buzzetti inquadra un tunnel verso il quale il protagonista si dirige. Che cosa lo aspetta? Ce la farà ad attraversarlo? Che cosa c'è dentro questo spazio di cui non vediamo l'interno? Quale sarà la sua lunghezza? [..]


da “Il viaggio” catalogo del Premio Arti Visive San Fedele 2005/2006
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Angela Madesani
Dal mondo all'io


[..] Parte dalla fotografia anche il lavoro di Domenico Buzzetti, anche se si presenta come un video: si tratta, tuttavia, di un montaggio ben riuscito di immagini fotografiche. Anche qui sensazioni, atmosfere, evocazioni di cose e persone in un passaggio veloce, come quando si vedono le situazioni dal finestrino della macchina e centinaia di fotogrammi passano al nostro occhio. Importante in un lavoro di questo tipo è anche la colonna sonora, in perfetta armonia con le immagini in un intersecarsi complesso di linguaggi. [..]

da “Il viaggio” catalogo del Premio Arti Visive San Fedele 2005/2006
Chiara Gatti
Giro in tondo. Sette giovani artisti per sette piccoli viaggi


[..] Come Domenico Buzzetti, che più di tutti sembra aver ragionato sull’argomento, riflettendo sull’idea del bagaglio - o meglio del fardello - come simbolo di un viaggio esistenziale che, da un lato, tende ad abbandonare le cose (intese come i legami materiali), dall’altro ad accumularne (in termini di esperienze, ricordi e ferite che pesano come borse piene di sassi). Buzzetti, regista e interprete di un cortometraggio che strizza lo stomaco - complici il montaggio da cardiopalma e le musiche inquietanti da carillon - è stato bravissimo nell’inventare “un viaggio sul senso del viaggio”. Un percorso di ricerca dei propri limiti, di raggiungimento della consapevolezza di sé attraverso un tragitto quotidiano, atrocemente normale; fatto di pendolarismo, di pasti consumati in fretta, di chiacchiere veloci e estenuanti routine. Più che un viaggio dell’esistenza, il suo è un viaggio per la sopravvivenza. [..]

da “Il viaggio” catalogo del Premio Arti Visive San Fedele 2005/2006
Andrea Dall’Asta S.I.
Il senso del corpo


[..] Anche il video dai toni espressionistici di Domenico Buzzetti appare inquietante, presentandoci senza alcun coinvolgimento emotivo una serie di scene di violenza in un lugubre capannone. In questo scenario dark si svolgono drammi, si consumano tragedie, ma tutto appare sotto il segno dell’indifferenza, sia da parte di chi colpisce, sia di chi subisce. Certo vediamo un corpo colpito, aggredito, ferito. Tuttavia, cosa provoca il gesto di violenza su di un corpo? L’asettica relazione del tipo di frattura causata tratta da un libro di medicina. Anche in questo caso il corpo è una macchina che semplicemente “funziona”, ma che non è in grado di esprimere dolore, sofferenza. Un corpo inumano, lontano da se stesso e da gli altri. [..]

da “Il senso del corpo” catalogo del Premio Arti Visive San Fedele 2004/2005



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